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La cargo Bike TrikeGo va all’università (svedese)

Ci piace imparare, e altra strada non conosciamo se non quella del porsi in ascolto. Non solo verso chi ci può oggettivamente insegnare qualcosa – un’esperto meccanico ciclista, qualcuno che è nel settore da tempo, un fabbro, un verniciatore – ma anche della voce e delle idee di persone con paradigmi culturali diversi che possono ampliare le nostre vedute di pingui abitanti della Pianura Padana.

Un’occasione importante è stato il workshop che si è svolto in Svezia dal 14 al 18 settembre presso la Luleå University of Technology. L’invito è giunto dallo studio di design (a+b) Dominoni, Quaquaro che è stato incaricato dalla LTU di tenere un workshop con gli studenti di media design invitandoli a immaginare nuovi usi per la cargobike TrikeGo nel loro territorio nordico, in cui la natura è fonte d’ispirazione costante.

Annalisa e Benedetto integrano la loro attività di designers, che comprende diverse aree di progettazione tra cui transportation, product and food design, con la ricerca e l’insegnamento in Italia (Facoltà del Design, Politecnico di Milano e Università di Architettura di Genova) e all’estero con l’intento di creare un terreno di confronto tra studenti e aziende che provengono da ambienti, culture e tradizioni diverse.

Abbiamo portato il nostro amato TrikeGo in gita nell’estremo nord, nella regione del Norbotten – la contea meno abitata di tutta la Svezia, a un soffio dalla Lapponia. Ci incuriosiva molto scoprire quale sorta di allestimento avrebbero potuto immaginare dei ragazzi che vivono una buona fetta dell’anno a -30°C e quali sarebbero stati i loro suggerimenti tecnici per utilizzare il nostro mezzo anche in pieno inverno.

Alla partenza l’idea era che la gente tendesse a cercare il contesto urbano, in simili circostanze, che il TrikeGo si sarebbe proposto come bestiola cittadina per tutte le attività che vanno dall’uso familiare alle diverse applicazioni commerciali con varie tipicità locali; e invece no: le persone che vivono a quelle latitudini amano gli spazi aperti, le foreste e i laghi che intersecandosi con il mare formano un ricamo d’acqua lungo la terra che si affaccia sul Baltico.

Gli studenti della professoressa Maria Ahlqvist Juhlin si sono quindi divisi in tre gruppi di cui uno ha affrontato il tema dell’illuminazione – basilare dove oltre che dal freddo, l’inverno è condito da molto buio – un secondo gruppo che si è accostato ad un parte più tecnica cercando di immaginare il TrikeGo come un mezzo per esplorare boschi e foreste ed un terzo gruppo che ha focalizzato l’attenzione sull’utilizzo familiare con importanti implementazioni sugli accessori di copertura e box polifunzionali.

Il primo fondamentale passaggio è stato di mettere le idee sulla carta, come è buona regola. In seguito si cominceranno a studiare le realizzazioni che come da sempre nella nostra politica dovranno essere prodotte localmente (come già in Austria accade con i box realizzati da Kinderkutsche per il mercato locale)

Alla fine del laboratorio la sensazione è che questo sia solo l’inizio di un’avventura che ha tutte le potenzialità per rivelarsi molto stimolante e ricca di colpi di scena. Ancora una volta ascoltare le idee, visitare i luoghi e incontrare le persone si rivela essere un investimento imprescindibile per la crescita di un progetto che crede fortemente nel futuro, nel divenire.

En vandring på tusen mil börjar alltid med ett steg. Un viaggio di mille miglia comincia sempre con un passo (proverbio svedese)

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